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Cosa deve la tua generazione a Berto Ricci?
- Torno all'articolo di Montanelli già citato: «Quando decisi di voltar
le spalle al fascismo», racconta Montanelli, «e andai a parlarne con
Berto Ricci questi mi disse: "Pensaci bene. Per non arrossire di fronte
all'altro, se imbocchi quella strada, devi batterla fino in fondo, sino
al confino o sino all'esilio. Questo solo ti chiedo: di poter
continuare a stimarti come avversario, visto che devo cessare di
stimarti come amico". Lì per lì, scrive Montanelli, "quando Ricci mi
disse che se imboccavo una nuova strada, era mio dovere di batterla
fino in fondo, mi parve di essere ben deciso a farlo, ma poi mi accorsi
che, per battere fino in fondo una strada, bisogna sapere almeno quale
è. Ed io non lo sapevo. Anticipavo solo di qualche anno quella
melanconica cosa che è l'Italia d'oggi, l'Italia smaliziata e
utilitaria degli italiani che non ci credono più. È cosi che diventai
scanzonato ed entrai nella compagnia dei grandi scettici, cioè, di
coloro a cui si deve il bel capolavoro dì questa Italia. Mi ero illuso
di aver trovato una bandiera: ora so benissimo che di bandiere non
posso averne altre e l'unica che seguiterà a sventolare nella mia vita
è quella che disertai, prima che cadesse. Fummo giovani soltanto
allora, amici miei!». Così Indro Montanelli, ricordando Berto Ricci,
trent'anni fa. Fummo giovani solo allora. Non è vero. Non abbiamo mai
appartenuto alla famiglia dei grandi scettici. Si torna giovani
tornando a Berto Ricci.
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